Giulio Paolini

il

Un viaggio a distanza, Nomos, 2009

La collana Stanza d’artista nasce intorno all’idea dello studio come spazio dell’invenzione. La stanza è metafora dell’opera, ma anche del suo autore e dei suoi mezzi espressivi, è sospesa tra mondo reale e virtuale, tra l’architettura di un edificio e la dimensione eterea del pensiero. È nella propria stanza che l’artista attende l’immagine o l’idea. Giulio Paolini a questo tema ha dedicato molta parte della sua ricerca, ha usato come simbolo gli strumenti dell’antico mestiere di pittore, dal primo lavoro, Disegno Geometrico, da cui partono tutte le opere, a Synopsis, che significa sintesi e ritrae la fotografia dello studio restituito allo spettatore nella sua essenzialità. In Paolini si compie l’esperienza della rappresentazione: autore e spettatore s’incontrano. Dall’atelier all’opera, dal museo alla collezione e alle sale di lettura: il suo è un viaggio tra memoria del passato e percezione del presente. Come nell’opera Museo – stanza d’artista per eccellenza – in cui ogni immagine ripresa da Paolini è riconducibile a un artista, dal Beato Angelico a Giorgio de Chirico, al luogo in cui ha vissuto, ha intuito e poi dipinto. Perchè l’opera non si fa annunciare e giunge inattesa.

(Collana ideata e diretta da Rachele Ferrario dal 2009 al 2012)

http://www.nomosedizioni.it/giuliopaolinipunviaggioadistanza

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